{"id":7736,"date":"2025-09-16T18:16:07","date_gmt":"2025-09-16T16:16:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/destinazione\/giovanna-da-montefeltro-signora-di-senigallia\/"},"modified":"2026-02-13T11:29:28","modified_gmt":"2026-02-13T10:29:28","slug":"giovanna-da-montefeltro-lady-from-senigallia","status":"publish","type":"destinazione","link":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/destinazione\/giovanna-da-montefeltro-lady-from-senigallia\/","title":{"rendered":"GIOVANNA DA MONTEFELTRO \u2013 LADY FROM SENIGALLIA"},"author":2,"featured_media":20979,"menu_order":0,"template":"","class_list":["post-7736","destinazione","type-destinazione","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tema-cultura","stagionalita-tutto-lanno","riferimentogeografico-senigallia"],"Nome":"","Descrizione":"<p><strong>GIOVANNA DA MONTEFELTRO<\/strong><\/p>\n<p>Lady of Senigallia<br \/>\nUrbino 1464 (?) \u2013 Rome 1514<\/p>\n<p>Giovanna was the daughter of Battista Sforza and the great Federico da Montefeltro, lord of the court of Urbino, among the most prestigious of the fifteenth century.<\/p>\n<p>She was a cultured woman of great intelligence, skilled in governing, in weaving diplomatic plots, in proudly standing up to princes and pontiffs, the \u201cPrefectess\u201d, lady of Senigallia, was a faithful wife and passionate mother. He had six children, including Francesco Maria, the heir who would follow the dynasty.<\/p>\n<p>Once she married Giovanni Della Rovere, she also proved to be an intelligent patron. He had a familiar relationship with Pietro Perugino, author of the altarpiece for the church of S. Maria delle Grazie while Piero della Francesca created, for the promise of marriage of Giovanna and Giovanni (1474) or for their marriage (1478), the Madonna of Senigallia. She was fond of Giovanni Santi, Raphael\u2019s father who, for the birth of his desired heir, painted an Annunciation. And finally he protected Raphael by helping him insert himself into the Florentine artistic universe and perhaps also into the Roman one.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n <p>Giovanna did not have an easy life. She found herself holding court during her husband\u2019s absences and then after his death. When Giovanni died on November 6, 1501 at the age of 44, as he requested in his will, it was she who had to govern the vicariates because Francesco Maria had not yet reached the age of sixteen.<\/p>\n<p>His regency was put to the test, only a year later, by the so-called \u201cSenigallia massacre\u201d carried out on 31 December 1502 by Cesare Borgia, Valentino. Giovanna was saved along with her young son thanks to the cunning of Andrea Doria, to whom Giovanni had entrusted her. The noble condottiero continued to lovingly protect her from the designs of her brother-in-law, Cardinal Giuliano, the future Pope Julius II, who was plotting a trap to seize his dead brother\u2019s assets \u2013 For fifteen months the Marche was rocked by bloody episodes, even Guidobaldo, the new lord of Urbino and brother of Giovanna, had to escape and abandon his court. When finally, in the summer of 1503, the legitimate lords returned to their courts, Giovanna, to thank the Lord who had saved her son and brother, had great alms given and ordered, since the day before Guidobaldo returned to Urbino was August 28, the day on which St. Augustine, may he make eternal memory of the fact with a most solemn fair.<\/p>\n<p>Once back in power, Giovanna\u2019s life became intertwined with that of her brother Guidobaldo, at whose court she lived for long periods but above all, since Guidobaldo had no heirs, she worked to have his son Francesco Maria adopted. To achieve this goal, he obtained the support of the Venetian Republic and also that of his brother-in-law, who had become Pope.<\/p>\n<p>Under Giovanna\u2019s influence, the suffering Guidobaldo decided to adopt his nephew. The official adoption was solemnly celebrated on September 18, 1504 and Giovanna went to live in Urbino. Her job as a mother had been fulfilled.<\/p>\n<p>We do not know exactly when Giovanna left the court of Urbino. We know, however, that he spent the last years of his life in Rome in the Della Rovere palace, now the Palazzo dei<\/p>\n<p>Penitentiary, on what is now Via della Conciliazione and who assiduously frequented the papal court.<\/p>\n<p>The Prefectess died at the age of fifty in 1514 and Francesco Maria wanted her to be buried in the Basso Della Rovere chapel in Santa Maria del Popolo.<\/p>\n<p>Anna Pia Giansanti<\/p>\n <br\/>  <br\/>  <p>Giovanna fu figlia di Battista Sforza e del grande Federico da Montefeltro, signore della corte di Urbino, tra le pi\u00f9 prestigiose del Quattrocento.<\/p>\n<p>Fu donna colta e di grande intelligenza, abile nel governare, nell\u2019intessere trame diplomatiche, nel tenere testa orgogliosamente a principi e pontefici, la \u201cPrefettessa\u201d, signora di Senigallia, fu moglie fedele e madre appassionata. Ebbe sei figli tra cui Francesco Maria l\u2019erede che avrebbe dato seguito alla dinastia.<\/p>\n<p>Una volta sposa di Giovanni Della Rovere, si rivel\u00f2 anche una intelligente mecenate. Ebbe rapporti di familiarit\u00e0 con Pietro Perugino, autore della Pala d\u2019altare per la chiesa di S. Maria delle Grazie mentre Piero della Francesca realizz\u00f2, per la promessa di matrimonio di Giovanna e Giovanni (1474) o per il loro matrimonio (1478), la Madonna di Senigallia. Fu affezionata a Giovanni Santi, padre di Raffaello che, per la nascita del desiderato erede, dipinse un\u2019Annunciazione. E infine protesse Raffaello aiutandolo ad inserirsi nell\u2019universo artistico fiorentino e forse anche in quello romano.<\/p>\n<p>Giovanna non ebbe una vita facile. Si trov\u00f2 a reggere la corte durante le assenze del marito e poi dopo la sua morte. Quando Giovanni mor\u00ec, il 6 novembre del 1501 all\u2019et\u00e0 di 44 anni, come da lui richiesto nel testamento, fu lei a dover reggere il governo dei vicariati perch\u00e9 Francesco Maria non aveva ancora raggiunto i sedici anni di et\u00e0. La sua reggenza fu messa a dura prova, solo un anno dopo, dalla cosiddetta \u201cstrage di Senigallia\u201d compiuta il 31 dicembre del 1502 da Cesare Borgia, il Valentino. Giovanna si salv\u00f2 insieme al figlioletto grazie all\u2019astuzia di Andrea Doria a cui Giovanni l\u2019aveva affidata. Il nobile condottiero continu\u00f2 a proteggerla amorevolmente dalle mire del cognato, cardinale Giuliano, futuro Papa Giulio II, che ordiva un tranello per impossessarsi dei beni del fratello morto- Per quindici mesi le Marche furono sconvolte da episodi sanguinosi, anche Guidobaldo, nuovo signore di Urbino e fratello di Giovanna, dovette mettersi in salvo e abbandonare la sua corte. Quando finalmente, nell\u2019estate del 1503, i legittimi signori tornarono nelle loro corti, Giovanna, per ringraziare il Signore che aveva salvato il figlio e il fratello, fece fare grandi elemosine e ordin\u00f2, poich\u00e9 il giorno avanti del rientro di Guidobaldo in Urbino era il 28 di agosto, giorno in cui si commemora S. Agostino, che si facesse eterna memoria del fatto con una solennissima fiera.<\/p>\n<p>Tornata al potere la vita di Giovanna si intrecci\u00f2 con quella del fratello Guidobaldo, presso la cui corte visse lunghi periodi ma soprattutto, non avendo Guidobaldo eredi, si impegn\u00f2 perch\u00e9 adottasse il figlio Francesco Maria. Ottenne, per raggiungere questo scopo, l\u2019appoggio della Repubblica veneziana e anche quello del cognato, divenuto Papa.<\/p>\n<p>Sotto l\u2019influenza di Giovanna, Guidobaldo, sofferente, si decise ad adottare il nipote. L\u2019adozione ufficiale fu celebrata solennemente il 18 settembre del 1504 e Giovanna and\u00f2 a vivere in Urbino. Il suo compito di madre era stato assolto.<\/p>\n<p>Non sappiamo esattamente quando Giovanna lasci\u00f2 la corte di Urbino. Sappiamo per\u00f2 che trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma nel palazzo Della Rovere, oggi Palazzo dei<\/p>\n<p>Penitenzieri, nell\u2019attuale via della Conciliazione e che frequent\u00f2 assiduamente la corte pontificia.<\/p>\n<p>La Prefettessa mor\u00ec all\u2019et\u00e0 di cinquanta anni nel 1514 e Francesco Maria volle che fosse sepolta nella cappella Basso Della Rovere in Santa Maria del Popolo.<\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/destinazione\/7736","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/destinazione"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/destinazione"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/destinazione\/7736\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8096,"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/destinazione\/7736\/revisions\/8096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.totem.feelsenigallia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}