Chiesa di San Michele Arcangelo – Sant’Angelo
All’interno della Chiesa di San Michele Arcangelo che si trova all’interno della comunità di Sant’Angelo. Il primo documento che ci testimonia l’esistenza di una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo risale al 1081, anche se con tutta probabilità era già esistente diverso tempo prima, una chiesa intitolata a San Michele Arcangelo. Addirittura, alcune fonti ci parlano di una porta d’entrata alla città di Senigallia con il nome Porta Sant’Angelo. Quindi non è escluso che quella che era in origine fosse Porta Sant’Angelo, poi in un secondo momento sia diventata una comunità di Sant’Angelo, un pochino staccata dal centro cittadino, dove poi si è sorta la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.
Ha avuto diversi rifacimenti durante i secoli, a partire dal Cinquecento, dove sotto il Vescovo Marco Vigerio II della Rovere ha subito un vero e proprio restauro deciso e fondamentale, per poi essere nuovamente restaurata diverse volte durante i secoli, e l’ultimo rifacimento si deve dopo il 1930, a seguito del devastante terremoto che ha colpito tutta Senigallia e il suo il suo circondario.
All’interno si possono riconoscere delle testimonianze artistiche di un certo prestigio e di un certo rilievo, a partire da questo crocifisso sulla destra di chi entra, del XVII secolo. Sotto il quale crocifisso, invece, è conservata una statua, come fosse all’interno di un di un sarcofago, che in realtà un sarcofago non è, una statua lignea rappresentante San Pietro Martire, molto venerato da queste parti, mentre sulla parete opposta c’è una grande statua della Madonna con il Bambino, detta la Madonna del Rosario.
Ma certamente la testimonianza artistica di maggior rilievo è la pala dietro l’altare maggiore, raffigurante nel registro superiore la Madonna con il Bambino e gli angeli attorno, e sotto si riconoscono, in primo piano, quello che per molto tempo è stato riconosciuto come San Michele Arcangelo sulla destra e San Silvestro sulla sinistra, forse San Silvestro per la vicina presenza di una piccola comunità con relativa chiesa di San Silvestro.
Anche se ci sono un po’ di dubbi a riguardo, come del resto dubbi ci sono sulla attribuzione, perché, secondo la versione ancora ufficiale, questa pala d’altare sembra essere stata eseguita da uno dei più importanti allievi del pittore urbinate Federico Barocci, ovvero Claudio Ridolfi, ma non da tutti è accettata questa ipotesi. Del resto, i chiaroscuri e la tipologia dei volti dei personaggi rappresentati ha fatto più pensare, ultimamente, a qualche pittore di addirittura di scuola caravaggesca, ma del resto gli studi sono ancora in corso.
Un altro crocifisso importante e importante anche per la comunità stessa di Sant’Angelo, perché viene ogni anno portato in processione durante il Venerdì Santo, è conservato all’interno della sacrestia, sulla destra rispetto ecco, anzi, sulla sinistra rispetto alla prospettiva di chi entra all’interno di questa chiesa.
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Borgo Marzi, 40, 60019 Sant'Angelo AN 40
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Storico, Architettura