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Senigallia tra mare e colline: alla scoperta delle frazioni

Un magnifico itinerario alla scoperta di Senigallia partendo dal suo centro storico fino a tutte le sue frazioni.

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Senigallia

Senigallia

Senigallia non è una semplice località balneare, ma un vero e proprio stato d'animo capace di conquistare ogni visitatore. Famosa in tutta Europa come la suggestiva "Spiaggia di Velluto" grazie ai suoi quattordici chilometri di sabbia dorata e finissima, questa destinazione marchigiana vanta un'affascinante e inaspettata doppia anima. Da un lato brilla per l'energia travolgente del suo lungomare, il cui simbolo indiscusso è la splendida Rotonda a Mare: un capolavoro architettonico degli anni Trenta che, con la sua inconfondibile forma a conchiglia sospesa sulle onde e il lungo pontile, regala tramonti indimenticabili e atmosfere magiche. Lasciandosi alle spalle il rumore della risacca e attraversando il fiume Misa, si scopre l'altro volto della città, quello di un elegante centro storico di matrice rinascimentale. Qui svetta la maestosa Rocca Roveresca, un'antica fortificazione che narra secoli di storia fino ai fasti del Duca Giovanni della Rovere, affacciata sulla pittoresca e scenografica Piazza del Duca. Il cuore urbano pulsa sotto i lunghissimi Portici Ercolani, un meraviglioso colonnato settecentesco in pietra d'Istria che oggi custodisce botteghe e caffè, e si espande verso il vicino Foro Annonario. Questa struttura neoclassica a pianta circolare è il vero centro aggregativo: anima la città di giorno con il suo vivace mercato ittico e ortofrutticolo, per poi trasformarsi al tramonto nel fulcro della vita notturna tra enoteche, musica dal vivo e sorrisi condivisi. Senigallia si impone, inoltre, come una celebre capitale del gusto. È un luogo straordinario in cui l'alta cucina di chef stellati di fama internazionale, che l'hanno resa una vera meta di culto, convive armoniosamente con i sapori genuini e accessibili della tradizione, dalle storiche pizze al formaggio al classico cartoccio di pesce fritto da gustare seduti sul molo. Questa città a misura d'uomo, perfettamente pianeggiante e bike-friendly, è l'ideale da esplorare in sella a una bicicletta, assaporandone i ritmi lenti ma mai noiosi. L'apice dell'energia si sprigiona poi ad agosto con il Summer Jamboree, il celebre festival internazionale che riporta le strade agli anni Cinquanta in un tripudio di rock'n'roll, auto d'epoca e pura allegria. Elegante e frizzante, romantica e moderna, Senigallia è una destinazione che non ci si limita a visitare, ma che si vive intensamente in ogni sua sfumatura.

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Marzocca

Marzocca

Marzocca, la frazione costiera più popolosa e vivace di Senigallia, è un incantevole lembo di terra incastonato tra l'azzurro del mare e il verde delle colline marchigiane. Insignita della prestigiosa Bandiera Blu fin dal 1996, questa località racchiude in sé il fascino autentico di una profonda tradizione marinara unito a uno sviluppo turistico accogliente. Le sue radici affondano nel Medioevo, ma la sua vocazione peschereccia, in particolare legata alla raccolta delle vongole, ha animato la costa in modo predominante fino ai primi del Novecento. È stato poi negli anni Trenta, grazie all'intuizione del conte Giovanni Fiorenzi, che Marzocca ha iniziato a trasformarsi in una ricercata meta di villeggiatura attraverso la costruzione di eleganti villini. Passeggiando per le sue vie, si scoprono luoghi storici e moderni che ne raccontano l'anima più profonda. Spicca la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, un edificio dalla moderna architettura a pianta circolare caratterizzato da una suggestiva cupola ispirata al Pantheon e impreziosito al suo interno dagli affreschi di Padre Marko Rupnik. Sul lungomare, a vegliare sulle tradizioni locali, si erge la Madonnina del Pescatore, una pittoresca edicola a torretta che da quasi un secolo rappresenta un punto di riferimento e protezione per chi prende il mare. L'eccellenza e l'innovazione del territorio si esprimono anche attraverso i profumi dell'orto botanico dello chef stellato Moreno Cedroni, situato proprio di fronte alla spiaggia, a sancire un legame indissolubile e creativo tra la natura costiera e l'alta gastronomia. Tra orizzonti sconfinati e atmosfere rilassate, Marzocca è oggi il rifugio perfetto per chi cerca la tranquillità della vita balneare senza rinunciare alla ricchezza della cultura e dei sapori locali.

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Montignano

Montignano

Montignano è una pittoresca frazione collinare di Senigallia, immersa tra il verde delle colline marchigiane e i panorami sull’Adriatico. Il borgo conserva l’atmosfera di un antico nucleo medievale, caratterizzato da stradine strette, case in pietra e scorci suggestivi che raccontano la storia millenaria del territorio. Montignano è una tappa ideale per chi desidera combinare storia, natura e panorami mozzafiato, godendo della vista sulle colline circostanti e sul mare Adriatico.

  • Brocante
    Via Guglielmo Oberdan, 1, 60019 Montignano AN - Tel: 071 7931236
  • Ceramica La Torre
    Strada Torre Campetto, 160, 60019 Montignano AN - Tel: 333 410 7652
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Castellaro

Castellaro

Castellaro è una piccola frazione collinare di Senigallia immersa nel verde delle campagne marchigiane, nota per la sua tradizione vitivinicola e per i panorami che abbracciano le colline circostanti. Il borgo rappresenta una tappa ideale per gli amanti del buon vino e dei prodotti locali, grazie alla presenza di aziende vitivinicole che valorizzano le varietà autoctone del territorio.

Attrazioni principali

Cantina Giusti: un’eccellenza locale dove è possibile degustare vini biologici come il Lacrima di Morro d’Alba e il Verdicchio dei Castelli di Jesi, frutto di una lunga tradizione familiare iniziata nel 1930.

Paesaggi panoramici: la posizione collinare permette di godere di vedute suggestive sulle campagne marchigiane e sui vigneti che caratterizzano la zona, offrendo scorci ideali per gli appassionati di fotografia e natura.

 

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Filetto

Immerso nella quiete della campagna senigalliese, Filetto è molto più di una semplice frazione: è un luogo che respira storia sin dal Neolitico, conservando le tracce di un passato strategico che ha visto susseguirsi insediamenti romani e bizantini. Il cuore pulsante di questa memoria millenaria è la Chiesa di Santa Maria del Filetto, un edificio dal fascino antico legato all’ordine dei Cavalieri Gerosolimitani e custode di preziosi cabrei storici che ne documentano l’importanza. Il viaggio attraverso queste colline non è solo un percorso storico, ma anche visivo ed emozionale: guardandosi attorno, si riconoscono immediatamente le geometrie di terra e luce, i filari e i campi sospesi nel tempo che ispirarono le celebri fotografie di Mario Giacomelli. Scendendo verso la vicina Bettolelle, l’esperienza si fa sensoriale con una sosta d’obbligo alla Cantina Mezzanotte, dove i calici si riempiono delle eccellenze autoctone come il Verdicchio e la Lacrima di Morro d’Alba, preparando il viaggiatore alla tappa successiva verso Sant’Angelo.

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Sant’Angelo

Sant’Angelo

All’interno della Chiesa di San Michele Arcangelo che si trova all’interno della comunità di Sant’Angelo. Il primo documento che ci testimonia l’esistenza di una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo risale al 1081, anche se con tutta probabilità era già esistente diverso tempo prima, una chiesa intitolata a San Michele Arcangelo. Addirittura, alcune fonti ci parlano di una porta d’entrata alla città di Senigallia con il nome Porta Sant’Angelo. Quindi non è escluso che quella che era in origine fosse Porta Sant’Angelo, poi in un secondo momento sia diventata una comunità di Sant’Angelo, un pochino staccata dal centro cittadino, dove poi si è sorta la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.

Ha avuto diversi rifacimenti durante i secoli, a partire dal Cinquecento, dove sotto il Vescovo Marco Vigerio II della Rovere ha subito un vero e proprio restauro deciso e fondamentale, per poi essere nuovamente restaurata diverse volte durante i secoli, e l’ultimo rifacimento si deve dopo il 1930, a seguito del devastante terremoto che ha colpito tutta Senigallia e il suo il suo circondario.

All’interno si possono riconoscere delle testimonianze artistiche di un certo prestigio e di un certo rilievo, a partire da questo crocifisso sulla destra di chi entra, del XVII secolo. Sotto il quale crocifisso, invece, è conservata una statua, come fosse all’interno di un di un sarcofago, che in realtà un sarcofago non è, una statua lignea rappresentante San Pietro Martire, molto venerato da queste parti, mentre sulla parete opposta c’è una grande statua della Madonna con il Bambino, detta la Madonna del Rosario.

Ma certamente la testimonianza artistica di maggior rilievo è la pala dietro l’altare maggiore, raffigurante nel registro superiore la Madonna con il Bambino e gli angeli attorno, e sotto si riconoscono, in primo piano, quello che per molto tempo è stato riconosciuto come San Michele Arcangelo sulla destra e San Silvestro sulla sinistra, forse San Silvestro per la vicina presenza di una piccola comunità con relativa chiesa di San Silvestro.

Anche se ci sono un po’ di dubbi a riguardo, come del resto dubbi ci sono sulla attribuzione, perché, secondo la versione ancora ufficiale, questa pala d’altare sembra essere stata eseguita da uno dei più importanti allievi del pittore urbinate Federico Barocci, ovvero Claudio Ridolfi, ma non da tutti è accettata questa ipotesi. Del resto, i chiaroscuri e la tipologia dei volti dei personaggi rappresentati ha fatto più pensare, ultimamente, a qualche pittore di addirittura di scuola caravaggesca, ma del resto gli studi sono ancora in corso.

Un altro crocifisso importante e importante anche per la comunità stessa di Sant’Angelo, perché viene ogni anno portato in processione durante il Venerdì Santo, è conservato all’interno della sacrestia, sulla destra rispetto ecco, anzi, sulla sinistra rispetto alla prospettiva di chi entra all’interno di questa chiesa.

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Le Grazie

Le Grazie

Lasciandosi alle spalle la vivacità della “Spiaggia di Velluto”, basta percorrere pochi chilometri verso la prima collina per scoprire Le Grazie, un luogo dove la storia rinascimentale e la memoria contadina si fondono in un abbraccio suggestivo. Il cuore pulsante di questa frazione è il monumentale complesso di Santa Maria delle Grazie, un vero gioiello architettonico voluto nel 1491 dal signore di Senigallia, Giovanni Della Rovere, e disegnato dalla mano sapiente dell’architetto Baccio Pontelli. Recentemente restituita alla comunità dopo un meticoloso restauro concluso nel 2024, la chiesa brilla oggi di nuova luce, tornando ad essere non solo un faro spirituale, ma anche un vivace centro culturale e di aggregazione. Ma la visita non si esaurisce tra le navate sacre: gli spazi dell’antico convento custodiscono infatti il Museo della Mezzadria “Sergio Anselmi”, una tappa imprescindibile per chi vuole capire l’anima vera delle Marche. Qui, tra attrezzi antichi e testimonianze di vita rurale, si scopre il legame profondo e faticoso tra l’uomo e la terra, ripercorrendo la storia delle famiglie mezzadrili che per secoli hanno plasmato questo paesaggio. Le Grazie rappresenta così la perfetta “porta d’accesso” all’entroterra senigalliese: una sosta rigenerante e colta prima di proseguire il viaggio tra le curve panoramiche, diretti verso il vicino castello di Roncitelli, dove la bellezza autentica della campagna continua a svelarsi.

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Roncitelli

Roncitelli

La chiesa parrocchiale di Roncitelli, dedicata a San Giovanni Battista, è il cuore spirituale dell’antico borgo collinare. Le sue origini sono molto antiche: la prima testimonianza documentaria risale al 1139, quando viene citata come Sancto Johanne de Galupedo, l’antico nome del paese. Da allora la chiesa ha accompagnato la storia e la vita religiosa della comunità, trasformandosi nel tempo ma conservando un forte legame con le sue tradizioni.

L’edificio presenta una pianta rettangolare semplice ed elegante, arricchita da due cappelle laterali collegate alla navata centrale tramite arcate a tutto sesto che conferiscono armonia e luminosità all’ambiente. Tra gli elementi più significativi si distingue la Cappella del Purgatorio, decorata con motivi geometrici e ospitante la tela delle Anime Purganti, una delle opere più suggestive dell’edificio.

Pur non essendo la titolare della parrocchia, Santa Liberata è la patrona di Roncitelli e il suo culto è profondamente radicato nel paese. La chiesa conserva un’iconografia dedicata alla santa, che viene tradizionalmente rappresentata insieme agli altri santi venerati nella cappella. La sua devozione culmina nella festa patronale, celebrata ogni anno la seconda domenica di maggio, un momento molto sentito dalla comunità, tra celebrazioni liturgiche, tradizioni popolari e momenti di incontro.

Oggi la chiesa di Roncitelli continua a essere un punto di riferimento religioso e culturale, custodendo un patrimonio fatto di storia, fede e memoria collettiva che da secoli unisce gli abitanti del borgo.

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Scapezzano

Scapezzano

Scapezzano è un incantevole borgo murato adagiato sulle colline senigalliesi, un vero e proprio balcone naturale che offre una vista spettacolare sospesa tra la costa e i monti circostanti. Questo gioiello medievale, perfettamente conservato, racconta secoli di storia e la sua antica importanza strategica attraverso i resti delle possenti mura difensive e del Torrione. Un passato fiero che riprende vita ogni anno grazie alla suggestiva rievocazione storica dell'Assedio, evento che celebra la tenace resistenza del borgo nel 1480 contro le mire di Giovanni Della Rovere. A dominare l'abitato svetta la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, un elegante esempio di architettura settecentesca che custodisce al suo interno pregevoli affreschi quattrocenteschi e le opere del pittore Lelio Leoncini. Oltre al suo inestimabile patrimonio storico, il borgo è un paradiso per gli amanti della bellezza e della natura. Proprio in queste campagne si nascondono i celebri scorci immortalati dal maestro della fotografia Mario Giacomelli, le cui inquadrature hanno reso iconici nel mondo i dolci pendii marchigiani protesi verso il mare. A completare questa immersione nell'autenticità del territorio contribuiscono le eccellenze enogastronomiche locali, da scoprire a pochi passi dal centro presso la Cantina e frantoio Mazzola, dove l'assaggio di vini e olio extravergine d'oliva si trasforma in un'esperienza sensoriale unica. Tra fascino medievale, scatti d'autore e sapori genuini, Scapezzano si rivela la meta ideale per chi cerca l'anima più autentica delle Marche.

Tappa 10
Cesanella

Cesanella

La Chiesa di San Giuseppe Lavoratore prende l’avvio nel 1967 sul progetto dell’architetto e professore senigalliese Gabriele Bonazza. Pur nella sua semplicità artistica e decorativa, la chiesa, a pianta circolare, presenta alcuni elementi da tenere estremamente in considerazione.

Ad esempio, partendo sulla destra rispetto all’ambone, l’immagine della Madonna del Rosario, che è la protettrice di tutta la comunità. E poi, soprattutto, gli interventi dell’artista senigalliese Andrea Ippoliti, che riguardano il portale sulla sinistra rispetto a quello dell’entrata, la realizzazione del nuovo ambone e il bellissimo crocifisso dietro l’altare maggiore.

Il portale, realizzato in bronzo fuso presenta le immagini dell’Annunciazione: quindi l’Angelo e la Vergine, dove sopra le loro immagini sono riportate le parole ‘Ave o Maria, piena di grazia’, ma con la dicitura greca, ovvero ‘Chaire Maria kecharitomene’.

Sul fronte dell’ambone, invece, ritroviamo quello che sono i simboli del Tetramorfo, ovvero i simboli dei quattro evangelisti. E questi simboli reggono al centro un libro aperto dove sono riportate alcune delle parole dell’incipit del Vangelo di San Giovanni, scritte sia con l’antica scrittura greca che con la traduzione italiana: ‘E il Verbo si fece carne’.

Da ultimo, dietro l’altare maggiore, uno stupendo crocifisso, dove in realtà la croce sembra modellata dal vento. Questo vento che in realtà è simbolo proprio dello spirito e simbolo della salvezza e della resurrezione. E dal portale stesso sulla sinistra, passando per l’ambone, che sembra quasi una prua di una nave in movimento, per arrivare poi alla croce, ricoperta con una foglia d’oro, il tema del vento è il tema che proprio con la croce ci porta dalla morte alla resurrezione. E questa croce, quindi, che non è simbolo soltanto di tortura e di morte, ma è simbolo di salvezza e di resurrezione.

Come ultimo aspetto da notare all’interno di questa chiesa circolare, il fonte battesimale, che oggi si trova subito sulla sinistra rispetto al portale di ingresso, ma in origine in realtà era una vasca battesimale, non un fonte battesimale, perché c’era la volontà di ricordare il cammino che facevano ai tempi di Gesù i neofiti che entravano, anzi, scendevano dentro la vasca absidale, a ricordo della discesa nel fiume Giordano, per immergersi totalmente nelle acque del fiume, in questo caso, della vasca, seppur simbolicamente.

Concludo dicendo che la parola stessa Battesimo deriva da un termine che nell’antica lingua greca, ‘baptizo’, un verbo greco, significa appunto ‘immergo’, l’immersione totale nella vita e nella e nella grandezza della vita cristiana.

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